Leggende d'Italia: San Michele, San Giorgio e i draghi

24.12.2019

FRANCESCA CAPPELLI PRESENTA IL SUO RACCONTO "IL SANTO DI NESSUNO"

La Valle Isarco (Eisacktal in tedesco) si trova in Alto Adige. Imponenti montagne, distese verdi, spettacolari cascate, immense coltivazioni di mele, piccoli paesi arroccati sui monti e città ricche di storia: tutta questa bellezza ha ispirato il racconto "Il santo di nessuno".

Un altro elemento importante del racconto è il culto di due santi, entrambi presenti nella cultura e nei monumenti della zona: San Michele e San Giorgio. I due hanno in comune un nemico, ovvero il drago.

L'Arcangelo Michele nel racconto biblico è descritto come un guerriero, e infatti è spesso rappresentato armato di spada. Nell'Apocalisse gli angeli combattono nello scontro contro il drago, che rappresenta il diavolo, il male assoluto. Da questo scontro ovviamente la schiera angelica esce vincitrice.

San Giorgio, del quale non si hanno notizie certe, sarebbe un martire originario della Turchia e vissuto tra il III e il IV secolo. La più famosa delle leggende che lo riguarda è quella secondo la quale il santo cavaliere avrebbe sconfitto un terribile drago che si apprestava a divorare una principessa.

Entrambe le storie simboleggiano il trionfo della virtù e della fede sul peccato e il male.

Francesca Cappelli
Francesca Cappelli

Molte sono le leggende sui draghi in Alto Adige. Secondo Dino Coltro, autore di Gnomi, anguane e basilischi. Esseri mitici e immaginari del Veneto, del Friuli Venezia-Giulia e dell'Alto Adige, il drago si nasconde nelle grotte, dove in genere tiene prigioniera la principessa, e la gente dei paesini ha molte storie da raccontare riguardo gli avvistamenti del drago. In Alto Adige si trovano due specifici tipi di drago, chiamati Tatermann e Tatzelwurm.

(Testi forniti da Francesca Cappelli, autrice del racconto "Il santo di nessuno", inserito nell'antologia "Bestie d'Italia - volume 2")