Leggende d'Italia: il linchetto e i folletti lucchesi

CONOSCIAMO I FOLLETTI DEL FOLCLORE LUCCHESE

La Versilia, la Lucchesia e le Apuane (ossia le Montagne della Luna) sono zone ricche di folletti, che popolano le montagne e i boschi, soprattutto di castagni, ma non sono tutti uguali. Alcuni sono buoni, altri molto pestiferi, diabolici quasi! Scopriamone qualcuno.

LINCHETTO: "il folletto più famoso della Lucchesia", come viene definito da Joe Natta nella canzone a lui dedicata, è forse il più famoso tra i folletti lucchesi, quello che tutti, adulti e bambini, sempre ricordano. Non è pericoloso, ma molto pestifero, e a volte fastidioso.

Il linchetto viene a volte associato persino al diavolo in persona, descritto con corna, coda e zoccoli, divenendo una figura paurosa. C'è anche il detto "l'avrà preso il linchetto", per dire quando non si riesce a trovare qualcosa, che ormai chissà che fine ha fatto! 

Alla faccia del Linchetto mangio e caco questo pane e questo cacio.

Esistono alcuni rimedi popolari per non far entrare il linchetto in casa, ad esempio appendendo un fiocco rosso alla porta, un santino o un ramo di ulivo benedetto. Rimedi molto popolari, che richiamano anche la protezione dei santi e del Signore. Anche riempire una ciotola di bacche, di semi di lino o di chicchi di miglio è utile, infatti il linchetto si distrarrebbe contandoli e magari ci passerebbe tutta la notte. C'è anche chi, infine, preferisce farselo amico lasciandogli un piattino con latte e pane, come si fa con Babbo Natale, e magari in quel caso il linchetto dà una mano nei lavori domestici.

Al linchetto abbiamo dedicato il volume "Chi ha paura del Linchetto? Storie e ballate del folclore lucchese" e compare in alcuni racconti di Alessio Del Debbio, inseriti nelle antologie "L'ora del diavolo" e "Quando Betta filava".

Non dimentichiamoci, infine, che è il linchetto ha una moglie: la Grassina!

Il linchetto disegnato da Silvia Talassi (Ylis)
Il linchetto disegnato da Silvia Talassi (Ylis)

BUFFARDELLO: il buffardello ama entrare nelle stalle (passa dal buco della serratura) e fare dispetti alle mucche; a volte slega gli animali e li porta fuori, facendo impazzire il pastore che deve rincorrerli e riportarli dentro, poi lega le code degli animali, intreccia le lenzuola dei letti, i capelli dei bimbi e le corde. A volte fanno il solletico ai piedi degli uomini che dormono, tolgono loro le lenzuola o saltano sui loro pancioni. Insomma, si divertono come dei ragazzotti!

In Alta Versilia la sera si tolgono i panni stesi fuori ad asciugare (lo fa la Morina nel racconto "Il tesoro nel castello", di Alessio Del Debbio, inserito nell'antologia "Quando Betta filava"), per paura che i buffardelli li rubino o li streghino. Solitamente i buffardelli dimorano nelle piante di castagno, soprattutto quelle vecchie. A Camaiore, il linchetto e il buffardello sono noti con il nome di Cappelletto

I buffardelli amano sputare e i loro sputi raggiungono distanze ragguardevoli. Infine ricordiamo che tempo addietro a Terrinca, dalle case e dalle cantine delle famiglie più ricche iniziarono a sparire cibo e bevande, che apparivano invece nelle case dei poveri. Erano stati sette buffardelli infatti, scesi dalla montagna per aiutare le famiglie più povere.

È un folletto birbantello, il suo nome è Buffardello.

È curioso come il Linchetto, ma è più bello

il Buffardello.

Anche il buffardello ha la sua canzone, scritta e musicata da Joe Natta e le Leggende Lucchesi.

GIOSALPINO: con questo nome si indica il folletto di Viareggio, uno spiritello che può assumere varie forme (foglio di carta, piolo, pietra, ad esempio), perché non ama molto farsi vedere dagli umani. Di solito appare di notte ed è molto permaloso. Rinaldo, una sera tornando a casa, trovò un foglio di carta e gli diede un calcio, non credendo che fosse Giosalpino, ma questi, assunta la sua forma originaria, lo afferrò per la vita e lo buttò di là dal fosso.

Compare nel racconto "Il tesoro del castello", di Alessio Del Debbio (inserito nell'antologia "Quando Betta filava"), come simpatico aiutante del protagonista.

CONCIALANA: il Concialana è uno spirito cattivo, che sta rimpiattato dietro la legnaia e esce di notte per le strade a spaventar la gente, a cercare bambini e a rapirli. Alessio Del Debbio ha ripreso questa leggenda nel racconto "La guerra del Fatonero" (inserito nell'antologia "L'ora del diavolo", denominando così il diavolo, che infatti rapisce bambini per oscurare il loro cuore e farne dei linchetti, ossia dei folletti oscuri.

LO SCONCO: lo Sconco è un folletto golosone a cui piacciono da morire le castagne; lo potete incontrare nei bellissimi boschi della Garfagnana, soprattutto a Montefegatesi, nei pressi di qualche metato.

Può trasformarsi magicamente in qualsiasi animale ed è, come i suoi amici Linchetto e Buffardello, tanto simpatico quanto dispettoso...

Lo sconco, ritratto da Silvia Talassi (Ylis)
Lo sconco, ritratto da Silvia Talassi (Ylis)

LO SCONTRONELLO: Folletto tipico di Magliano, in Garfagnana. Il suo potere è controllare il vento, può creare correnti d'aria, scombinare fogli e oggetti. Produce quello che viene definito, nel folclore locale, il "vento folletto".

Con un soffio dà vita al vento, fa volar le foglie morte, scatena le correnti d'aria e fa tremar le porte.

Molti folletti si ritrovano nel Bosco del Fatonero, presso Arni, insieme ad altre creature fantastiche, un luogo pieno di fascino e mistero, dal forte potere magico. Tra questi ci sono anche il Rigoletto, il folletto che rotola, e ovviamente Muschio, la mitica mascotte della band "Joe Natta e le Leggende Lucchesi".

(Tutte le citazioni prese dalle canzoni di Joe Natta e le Leggende Lucchesi)