Le donne dei libri di NPS

Conosciamo alcuni personaggi femminili comparsi nei libri di NPS Edizioni: Miss Laura e Virginia Hayley (dal romanzo di Alessio Filisdeo), Maria (da "I fuochi di Valencia", di Elena Covani), Francesca e Veronica (protagoniste di "Anime contro", romanzo di Alessio Del Debbio) e la sibilla cumana (da "Oracoli", di Alessandra Leonardi).

MISS LAURA 

Laura è una giovane donna straniera, probabilmente italiana e di nobile famiglia.

Nonostante il suo aspetto attraente e delicato, è dotata di una lingua affilata e di modi altrettanto sprezzanti.

Ha un'indole solitaria, impetuosa, e il cinismo è la sua unica religione.

È la prima dei quattro protagonisti a venire a conoscenza della morte di Virginia Hayley, ed è la prima ad attivarsi concretamente per scovare il suo assassino.

Questo personaggio è figlio diretto di uno dei luoghi comuni più affascinanti del XIX secolo, ovvero quello del "viaggio di formazione".

Il viaggio di formazione attraverso il nostro Paese era un'usanza comune per tutti i rampolli delle famiglie facoltose (specialmente inglesi, francesi e tedeschi) che, raggiunta la maggiore età, si concedevano un generoso periodo sabbatico alla volta di Venezia, Firenze, Roma e Napoli, così da "imparare la vita".

Laura rappresenta l'Italia dell'Ottocento vista da occhi esterni: bellissima, misteriosa e antica.

VIRGINIA HAYLEY

Virginia Hayley è la prova di come da un'idea assolutamente semplice come quella di un (fittizio) omicidio possano nascere le basi per un grande romanzo gotico.

Provo un'immensa riconoscenza per questo personaggio, un personaggio che nel libro a lui dedicato non godrà mai di una voce propria, o di un suo punto di vista, ma che saprà comunque guidare la più improbabile combriccola di avventurieri attraverso le mille insidie della Londra vittoriana di fine Ottocento, a caccia di un assassino che non è ciò che sembra.

(testi di Alessio Filisdeo, autore del romanzo "Il mistero di Virginia Hayley")

MARIA

Maria è una normale ragazza, che una sera qualunque è stata catapultata in un mondo fatto di demoni e uomini con poteri straordinari. Si è sempre considerata una come tante, ma da quella notte sembra che tutti la considerino speciale, nel bene e nel male. José la salva dall'attacco di tre Erjes che cercavano di ucciderla, e da quel momento per lei diventa un punto di riferimento, l'unico di cui si fida, anche quando Galen, il capo degli Erjes di Valencia, cerca di convincerla ad unirsi a loro.

Era immobile, una mano appoggiata al mobile, le nocche bianche e le unghie conficcate nel legno. L'altra bloccava il suo stesso braccio, per impedirgli qualsiasi movimento. Se avesse lasciato quella presa avrebbe perso la sua umanità, sarebbe diventata un mostro come quelli che la volevano morta. Chiuse gli occhi.

La testa le girava come un vortice e non riusciva a controllare i brividi, sentiva i poteri che aumentavano, il rumore del legno che cedeva sotto la sua stretta, ma lei stava resistendo, doveva riprendere il controllo. Si concentrò sulle emozioni e le sensazioni che la rendevano umana per non perdere il contatto con la realtà, cercò il dolore, la paura, lo sconforto che aveva provato nelle ultime ventiquattro ore. Il sorriso di sua madre che la guardava dal letto dell'ospedale, il sapore delle arance appena spremute. Poi le apparve il viso di José. Sorrideva, i denti bianchissimi che spuntavano dalle labbra sottili, gli occhi che si chiudevano leggermente.

Fu come un fuoco caldo che portò via i brividi e le sembrò che la terra si fermasse. Aprì gli occhi e si accasciò a terra mentre le lacrime cominciarono a scorrerle sul viso. L'istinto di attaccare era sparito, era riuscita a controllarlo. Ma per quanto?


(testi di Elena Covani, autrice di "I fuochi di Valencia")

FRANCESCA E VERONICA

Francesca è la migliore amica di Jonathan (protagonista di "Anime contro"), vive con difficoltà il periodo natalizio, incapace di superare un trauma che duramente l'ha segnata. Guarda la città illuminata e prova tristezza. Un tempo quella festa le riempiva il cuore di gioia, ma ora le ricorda un amore perduto in un incidente . Ha cercato di andare avanti, di mettere da parte i ricordi, i rimpianti per le frasi non dette e le promesse non mantenute, ma a volte le ombre del passato la aggrediscono per portarla indietro. 

La sostengono Jonathan, spalla su cui trovare conforto e affetto (e forse anche qualcosa di più?), e Veronica, l'irriverente trottola dagli occhi azzurri, che cerca di farla sorridere, dimostrandole che l'amicizia è una grande famiglia, che ognuno è libero di scegliersi. La sua, al contrario, è un disastro, criticata da genitori che si colpevolizzano di averla messa al mondo, preferendole il più talentuoso fratello maggiore. Ciononostante Veronica non si arrende, continua a lottare, inseguendo sogni d'amore e di futuro.

(testi di Alessio Del Debbio, autore di "Anime contro")

SIBILLA

La Sibilla era una giovane vergine, o anche una vecchia decrepita, sacerdotessa di Apollo ed Ecate, che vaticinava in luoghi da lei scelti, antri o grotte. L'origine del nome deriva probabilmente dal dialetto eolico, col significato di "manifestazione della volontà (βυλήν) divina (σιούς)" (Varrone).

Secondo l'immaginario antico, ritenevano che avesse longevità millenaria; qualcuno riteneva fosse la stessa donna che si muoveva da un luogo all'altro. Al contrario delle Pizie, le Sibille scrivevano il loro vaticinio sulle foglie, un responso spesso incomprensibile o ambiguo; raccoglievano anche le loro visioni in libri.

In Italia la più nota era la Sibilla cumana, che aveva il proprio antro a Cuma, collegato col soprastante tempio del dio Apollo. Tra i suoi nomi, riportati da Licofrone ed Eraclito, vi erano: Amaltea, Demofile o Erofile. Ella portò i nove libri sibillini a Tarquinio il Superbo.

(Testi di Alessandra Leonardi, autrice di "Oracoli")