Il libro del mese: I fuochi di Valencia

"I fuochi di Valencia" è un urban fantasy ambientato nella città spagnola durante i giorni di una festa molto particolare, Las Fallas. Sono quattro giorni in cui la città si riempie di turisti, di enormi creazioni di legno , luci e musica.

Valencia, giorni di Las Fallas, la grande festa di primavera che anima le strade della città. Occasione ideale per gli Erjes per attaccare e contaminare numerosi umani, rendendoli loro schiavi. Le Sentinelle si apprestano a difendere la città, ma il Soldato José si interroga sul fine ultimo delle loro azioni: quella guerra tra le loro razze avrà mai termine?

Quando si imbatte in Maria, una ragazza contaminata ma in grado di resistere al virus dei demoni, i suoi dubbi aumentano e farà di tutto per proteggerla: dagli Erjes, che vogliono studiarla, dal Concilio, che vuole sopprimerla. Una guerra per l'evoluzione, combattuta per le strade di Valencia.

La storia parla di José, che fa parte di una nuova razza di uomini, le Sentinelle, che difendono gli esseri umani dagli Erjes, persone contagiate da un virus che leva loro ogni volontà. È un Soldato, e combatte ogni notte per evitare che gli uomini vengano contagiati. Una notte però incontra Maria, una ragazza che è stata contagiata ma che non risponde ai normali sintomi del virus. Da quel momento la sua vita, e quella delle persone a lui vicine, cambierà. 

Ci sono scontri, inseguimenti, amicizia e un pizzico di romanticismo, tutto nella meravigliosa cornice della città di Valencia. (Elena Covani)

La Spagna, e soprattutto Valencia, è casa mia. Tutte le volte che ritorno là ho come la sensazione di mettermi al mio posto, come quando torni a casa e ti butti sul divano, proprio nel punto dove c'è la sagoma del tuo corpo. Ho vissuto a Valencia per un anno, all'ultimo anno di università. Ho trovato persone e posti che mi hanno dato tanto, ed è come se mi fosse entrata sotto pelle. Ogni anno devo tornare per prendere un po' di "aria di casa". (Elena Covani)

Nella storia si parla dell'importanza dei legami, sia con la propria terra che con le persone che appartengono alla nostra vita, della libertà di scegliere il proprio futuro e di non dover accettare la verità degli altri come un dogma, perché spesso si rivela sbagliata.

Quella mattina non aveva voglia di tornare al suo appartamento, si fermò a un bar e ordinò un caffè, Valencia si era svegliata e un'altra giornata era cominciata per gli esseri umani normali. Se lui fosse stato... ma non lo era. José non aveva mai pensato a se stesso come un essere speciale, nonostante quelli della sua razza ce la mettessero tutta per sentirsi tali, si ritrovò a sognare a occhi aperti di fronte a una coppia di ragazzi che portavano a spasso un cagnolino.

Era una Sentinella, un Murcielago, dipendeva dal ciclo del tempo: di giorno, quasi umano, quasi normale, di notte, un assassino. Dava la caccia a corpi infettati da un virus che toglieva alle persone ogni traccia di umanità, le uccideva e le liberava da una condizione contro natura.

Questo era quello che si era sempre sentito dire, ma la verità era un'altra: lui distruggeva esseri umani. E giorno dopo giorno diventava sempre più difficile convivere con quell'idea.

(Estratto da "I fuochi di Valencia")

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