Simbolismi e mode dell'Epoca vittoriana

Articolo di Alessio Filisdeo

Gli ultimi decenni del XIX secolo introdussero l'Umanità, culturalmente parlando, a una grande varietà di interessi: scienza, archeologia, esplorazione geografica, ma anche occulto, folklore e arte, dal teatro al romanzo, passando per salottini intellettuali e club per gentiluomini.

In quel periodo si affermarono, e radicarono, tante e tali mode che a distanza di secoli esse sono diventate capisaldi dell'era vittoriana, elementi imprescindibili con cui indentificare un intero secolo.

Ne Il mistero di Virginia Hayley, essenza dell'Inghilterra gotica, sono presenti molte delle tematiche care all'immaginario di genere. Ecco a voi una breve carrellata, tra simbolismo e curiosità.

Pentacolo

Il pentacolo è il simbolo magico per eccellenza. Viene spesso erroneamente associato al Male, in quanto in epoca Medioevale la Chiesa lo bollò come tale, ma nelle antiche culture pagane fungeva semplicemente da protezione verso le forze invisibili, o da catalizzatore di energie mistiche.

Secondo alcune culture, le estremità del pentacolo raffigurano i cinque elementi del cosmo (acqua, aria, fuoco, terra e spirito); per altre, invece, il rapporto che intercorre tra il mondo fisico e quello divino, col corpo umano disposto geometricamente nel pentalfa.

Le interpretazioni, insomma, sono innumerevoli.

In "Il mistero di Virginia Hayley", il pentacolo sarà un simbolo adoperato dall'assassino, il cui scopo verrà rivelato col progredire della storia.

Occhio di Ra

L'Occhio di Ra, o Occhio di Horo, o ancora Occhio di Horus, è probabilmente il simbolo più famoso e conosciuto dell'antica cultura egizia.

Raffigura, per l'appunto, l'occhio sinistro del dio del sole, spesso rappresentato con la testa di falco, ricettacolo di un grande potere mistico, tanto sulla vita quanto sulla morte.

Secondo i miti, Horus perse il suo occhio durante una feroce battaglia contro Seth, dio del caos e suo acerrimo rivale, cercando di ristabilire l'ordine naturale sulle terre d'Egitto.

Ne Il mistero di Virginia Hayley l'Occhio di Ra ricoprirà un ruolo di primaria importanza, a testimonianza di come, tra le altre cose, durante il periodo vittoriano rinacque nella società accademica (e non solo) un grande interesse per la cultura del Nilo.

Le Grand Guignol

Originariamente nome del celebre teatro parigino, sul finire del XIX secolo Le Grand Guignol assunse un significato tutto suo.

Era un termine (in parte sopravvissuto fino ad oggi) che stava ad indicare una rappresentazione teatrale, un intero genere addirittura, caratterizzato da storie particolarmente macabre e violente.

Gli spettacoli, spesso grotteschi e perversi, mettevano in scena sesso e nudità, omicidi e sovrannaturale, e fin da subito ottennero uno straordinario successo di pubblico.

Le Grand Guignol, che toccò l'apice della sua popolarità proprio a Londra, durante la prima metà del XX secolo, fu a tutti gli effetti il precursore del cinema horror e splatter. Ironicamente cadde in disgrazia soppiantato proprio da quest'ultimo.

Ne Il mistero di Virginia Hayley i protagonisti vengono chiamati a riflettere su questo singolare fenomeno, dimostrando, nonostante tutto, una visione d'insieme poco lungimirante, e ancor meno benevola, nei confronti di una "moda passeggera".

Jack lo Squartatore

Figura che non avrebbe bisogno di nessuna presentazione, quella dello Squartatore di Whitechapel ha per secoli influenzato, direttamente o indirettamente, l'immaginario collettivo di genere.

Tra l'estate e l'autunno del 1888, Jack mutilò, seviziò è uccise almeno cinque donne, divenendo il più celebre assassinio seriale del XIX secolo e della Storia Moderna.

Descrivere per intero la sua storia, parlare delle indagini, dei sospetti, delle teorie complottiste e delle mezze verità che non portarono mai a una cattura richiederebbe un tempo davvero eccessivo.

Libri e film sull'argomento si sprecano e, nel caso, per i curiosi, sapranno assolvere al loro compito.

Certo è che Jack lo Squartatore, a scapito dei secoli, continua a solleticare insistentemente la morbosa fascinazione delle menti più disparate.

Ne Il mistero di Virginia Hayley, ambientato nel 1892, si avvertono ancora gli echi di inquietudine connessi alla figura dello Squartatore, e di come l'opinione pubblica nutra un forte senso di sfiducia verso le forze dell'ordine.

Mesmerismo

Il mesmerismo è forse uno dei più ricorrenti, e intriganti, elementi cardine della letteratura gotica.

Nato dalle singolari teorie del medico tedesco Franz Anton Mesmer, esso fu ideato come rimedio al "magnetismo animale", forza che secondo Memser regolava il corretto funzionamento del corpo umano. Sebbene tale dottrina si dimostrò, cogli anni, priva di fondamento, contribuì significativamente allo sviluppo dell'ipnotismo e del sonno mesmerico, ritrovati che tutt'oggi vengono impiegati dai terapeuti della psiche.

Nel corso dell'Ottocento, il mesmerismo, ovvero l'errata convinzione popolare che un individuo potesse essere ghermito, ammaliato, e indotto dall'ipnotizzatore ad eseguire ogni tipo di ordine, crebbe di fama a tal punto che svariati ciarlatani vi fecero fortuna. Ma anche teatranti, romanzieri e uomini di cultura restarono affascinati dal tema, tanto che lo stesso Edgar Allan Poe vi baserà alcuni dei suoi più inquietanti e famosi racconti.

Una tuba, un pendolo ondeggiante, occhi fissi e vacui: tre semplici elementi che, a distanza di secoli, ci riportano immediatamente alle fumose atmosfere di mistero dell'era vittoriana.

Ne Il mistero di Virginia Hayley il mesmerismo sarà un'arte, ripresa nella sua accezione più sensazionalistica, di cui si farà largo uso, tanto da parte degli amici quanto che dei nemici.

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