Racconto "Perché Karl inventò le guide"

20.02.2022

UNA FIABA SPECIALE DI ALESSANDRO RICCI

Buongiorno miei piccoli amici,

sono contento di rivedervi, scommetto che ora che conoscete Eugene, anche voi ne sentite la mancanza. Vi capisco benissimo.

Io conosco un metodo infallibile per curare questa malinconia. È un metodo antico e super collaudato: ogni brutto pensiero scappa via dalla testa, se si ascolta una bella storia.

Purtroppo, vi ho già raccontato tutte le avventure vissute dal fantastico esploratore che ho trovato sulle pagine del suo diario. Ma non fate quella faccia, il vostro Arnoldo non è mai a corto di storie!

I de Lollis sono una famiglia antica e ogni membro si è distinto per acume e nobiltà d'animo, ogni generazione ha collezionato storie e avventure, e io le conosco tutte. Dovete sapere infatti che, come io sono il fedele compagno di Eugene de Lollis, allo stesso modo i miei genitori lo erano dei suoi e lo stesso vale per i nostri nonni, e così via dall'alba de tempi e forse anche più in là.

Oggi voglio parlarvi di Jocelyn de Lollis, trisavola di Eugenie e donna di grande sagacia, dal temperamento adamantino.

Molto, molto tempo fa, le persone non andavano in vacanza. Si poteva anche aver avuto un anno stressante, pieno di compiti e di attività, maestri noiosi e genitori isterici, ma niente da fare. Fare un viaggio per rilassarsi un po' era proprio fuori discussione.

Jocelyn questa cosa proprio non la sopportava.

«Non puoi andartene. Te lo dico per l'ultima volta» le disse la madre.

«Perché no? È tutto l'anno che studio chiusa in camera e a scuola, voglio vedere cose nuove. Prometto che tornerò».

«E dove vorresti andare?»

«Non lo so, in Africa o in America magari».

«Ma se non sai nemmeno dove sono o come sono fatte? Ti perderesti!»

La madre di Jocelyn aveva proprio ragione, al mondo non esistevano libri che spiegassero dove andare o cosa vedere, solo mappe per esploratori professionisti che lei non aveva ancora imparato a utilizzare.

Ma Jocelyn non si dette per vinta, voleva viaggiare e imparare, così prese carta e penna e uscì di casa.

«Se al mondo non ci sono mappe per i viaggiatori, le farò io» disse mentre si avviava in paese.

Pensò di iniziare dai dintorni, disegnò il villaggio dove era nata, il boschetto vicino, il fiume che gorgogliava a pochi passi. Decise che sarebbe stato interessante segnare alcuni punti di interesse: il fornaio che faceva degli ottimi croissant, l'aiuola della signora Bianca che era la più profumata della provincia e il ponte che attraversava il ruscello, le avevano detto che risaliva a quasi cento anni prima.

«Che fai?» le chiese qualcuno, mentre era seduta sul ramo di una vecchia quercia, intenta disegnare le montagne.

Jocelyn guardò in basso, c'era un ragazzo biondo e paffuto, vestito come un damerino e con un accento scorbutico.

«Sto disegnando una mappa» rispose sporgendosi per vedere più lontano.

«Perché lo fai?»

Jocelyn sbuffò, chiuse il quaderno e saltò giù, proprio di fronte al bellimbusto.

«Così se qualcuno vorrà visitare questo luogo, non si perderà e troverà delle indicazioni su cosa vedere».

«Che sciocchezza, ci sono le mappe» disse il tipo.

Jocelyn lo guardò con stizza: «Bah, sembri mia madre. E se qualcuno volesse vedere un posto solo per piacere?»

La pelle spenta del ragazzo si colorò di porpora: «Non conosco nessuno che voglia andare in un posto solo per il piacere di farlo».

«Adesso conosci me. Io vorrei viaggiare solo per il gusto di farlo, senza rischiare di finire dentro un crepaccio e siccome studio molto e ho poco tempo, conoscere la mia metà potrebbe avvantaggiarmi».

«Non ci avevo mai pensato, sai?»

«Allora pensaci. Pensa a un libro che ti aiuti a viaggiare, che ti porti nei posti più belli e che ti consigli gli itinerari più adatti. Pensa a un nuovo modo di vedere i luoghi, al gusto di essere in un posto solo per il piacere di esserci, senza altri motivi e goderne delle bellezze solo con l'intento di conservarne per sempre il ricordo.»

«Sembra proprio un bel tipo di libro. A proposito come ti chiami?»

«Jocelyn de Lollis, e tu?»

«Mi chiamo Karl Baedeker e mi hai appena dato un'idea».

(Fiaba di Alessandro Ricci)