Intervista allo scrittore Roberto Branca
CONOSCIAMO L'AUTORE DELLA SAGA URBAN FANTASY "ELLIE SANDERS E LE GILDE DELLO ZODIACO"
Benvenuto, Roberto, sul blog di NPS Edizioni. Come stai? Cosa ci racconti di te?
Ciao a tutti! Grazie di avermi invitato, avevo bisogno di un angolino dove nascondermi dall'editore che vuole il seguit… come dite? È qui anche lui? Meno male che ho quasi finito allora ^_^
Scherzi a parte sono un viaggiatore-chiropratico che alterna il lavorare su un'ernia del disco o una cervicale a studio e l'essere con lo zaino in spalla in aeroporto verso una nuova meta, specie se regala atmosfere particolari e un po' misteriose.
Come sei approdato alla scrittura? C'è un genere, un ambito che ti interessa particolarmente?
Bella domanda, credo di scrivere da sempre in una forma o l'altra e avevo tredici o quattordici anni quando buttai giù il mio primo romanzo, che in realtà era un racconto e anche breve. In seguito galeotte sono state le fanfiction, ovvero i racconti basati su personaggi di serie preesistenti, che ancora oggi considero un'ottima gavetta per imparare a dipanare una storia restando fedeli alle caratterizzazioni dei personaggi senza però doversi preoccupare di creare una nuova ambientazione, un nuovo universo se vogliamo, da zero. Dopo tanti anni di pratica in quel campo sono tornato a immaginare storie nuove, mondi fantastici, un po' ispirato da quello che mi sarebbe piaciuto leggere e un po' da mille leggende, romanzi, serie TV o fumetti.
Oggi gli ambiti che preferisco sono l'urban fantasy e lo storico con una preferenza per il primo per ragioni pratiche. Pur essendo appassionato di storia, specie britannica, non ho una formazione che mi permetta di scrivere agilmente storie ambientate in un'altra epoca senza rischiare di cadere in qualche anacronismo anche solo scrivendo pantaloni al posto di calzoncini.
Parliamo del libro che hai pubblicato con NPS Edizioni: "Ellie Sanders e le Gilde dello Zodiaco. La città dei druidi". Come è nata l'idea? Di cosa tratta?
È un'idea che avevo dal mio primo viaggio a Edimburgo una quindicina di anni fa e dalla leggenda del Nor Loch citata anche nel romanzo. In pratica, dove oggi ci sono i giardini di Princes Street c'era un tempo un lago in cui si dice venissero gettati gli accusati di stregoneria: se galleggiavano, erano stregoni e finivano al rogo, mentre se annegavano affondando erano innocenti e venivano sepolti al cimitero con tante scuse. Immaginai qualcuno che fosse lì sotto a salvarli, trascinandoli in un posto sicuro come una caverna sotterranea, e da lì è nato il seme di quella che sarebbe diventata Murias.
L'idea di base è poi rimasta in cantina per un decennio abbondante per mancanza di tempo da dedicarci, altre priorità e così via. Poi, durante la pausa forzata della pandemia l'ho ripresa e collegata allo Zodiaco per creare un elemento di tensione tra i personaggi e di immedesimazione tra i lettori. Le gilde sono qualcosa che esisteva davvero e in parte esiste tuttora, ma collegandole ai segni zodiacali e dando a ognuna di loro delle aree di specializzazione ho voluto immaginare una società che vive e prospera ma ha anche un po' di bonaria competizione interna, come i sostenitori di squadre di calcio cittadine o contrade senesi.
La storia finale parla di una città sotterranea ambientata da Druidi in grado di manipolare un po' di magia e di una ragazzina del nostro mondo che ne trova più o meno accidentalmente l'ingresso, trovandosi catapultata in un luogo fantastico ma non certo perfetto dove incontrerà sia profonde amicizie che minacce alla sua vita. Il tema di base che volevo affrontare è il conflitto tra il decidere della propria per se stessi – col rischio di sbagliare – o il lasciare che lo facciano gli altri – col rischio di essere infelici – in un'età complessa come l'adolescenza, quando non si è ancora ben consapevoli del proprio valore e si ondeggia tra insicurezza e arroganza.

"La città dei druidi" è il primo romanzo di una serie. Ma non sarà mica una saga lunghissima come quella di George Martin?! ^_^ Cosa dobbiamo aspettarci?
A me sarebbe anche piaciuto, ma di fronte all'idea di serie infinite magari intervallate da lunghe pause l'editore rischiava un coccolone, quindi abbiamo raggiunto un compromesso. Le avventure di Ellie Sanders dureranno quattro libri, che intendiamo produrre a ritmo annuale. Così nel giro di relativamente poco tempo scoprirete tutti i segreti che riguardano la nostra eroina e i suoi amici.
Il secondo romanzo, al momento intitolato Ellie Sanders e la Rosa delle Stagioni, è vicino alla conclusione e spero sarà già in fase di editing quando leggerete queste righe. Poi toccherà al terzo e infine all'ultimo, che ho entrambi in testa per sommi capi e che concluderanno le vicende, vedremo se per ora o per sempre.
L'editore si occuperà personalmente di scatenare una nuova pandemia se dovessi restare indietro sulla tabella di marcia, per cui occhio. ^_^
L'ambientazione sembra davvero intrigante: Edimburgo, la vecchia Scozia e una misteriosa città sotterranea. Come mai questa scelta?
Una grossa dose di gusto personale. Ho girato il mondo in lungo e in largo – New York, Tokyo, Parigi, Cairo, Amsterdam, Londra – e nessuna città mi ha colpito come Edimburgo con la sua atmosfera decadente, le sue leggende, la sua storia e i suoi mille segreti. È esattamente il tipo di luogo dove racconti come Ellie Sanders potrebbero accadere davvero ed evoca l'atmosfera che cercavo per questo romanzo.
Mi piace che i luoghi in cui un racconto è ambientato non siano solo sfondi anonimi e intercambiabili ma diventino veri e propri personaggi aggiuntivi.
Eccezion fatta per la strada in cui abita Ellie, i luoghi di Edimburgo descritti nel libro sono tutti reali e la città continuerà a svolgere un ruolo importante andando avanti.
Quanto a Murias, la città sotterranea nasce dal desiderio di introdurre una civiltà segreta mista al problema pratico di come avesse fatto a restare tale. Non volevo usare le dimensioni alternative ma nel mondo di oggi una città potrebbe anche essere invisibile in mezzo al deserto o sulle nuvole e qualcuno prima o poi ci andrebbe a sbattere contro, mentre il sottosuolo – pur essendo ambientazione di romanzi e racconti almeno dai tempi di Jules Verne – è lasciato relativamente tranquillo se non c'è da scavare qualcosa.

Chi è Ellie? Come la descriveresti? Se tu dovessi abbinarla a tre aggettivi, quali sarebbero?
Ellie è un'adolescente alle prese con le insicurezze miste a un po' di arroganza tipiche di quell'età. È una ragazzina essenzialmente buona, amichevole, molto empatica e sensibile, ma anche testarda e cocciuta.
È il tipo di persona che di solito segue la corrente per quieto vivere, anche se non la condivide del tutto, ma se prende a cuore una causa o un'idea poi non molla finché non ottiene quel che vuole, il che può essere sia un pregio che un difetto perché può portarla a perorare una causa persa o a perdere di vista il bene altrui.
Infine, una canzone/musica/colonna sonora da ascoltare leggendo il romanzo.
Uhm, di solito non ascolto musica mentre scrivo o leggo ma direi sicuramente la musica folk scozzese.

