Intervista all'artista Simona De Leo

10.07.2026

CONOSCIAMO L'ILLUSTRATRICE DEL SIGNOR RANA

Benvenuta, Simona. Presentati ai lettori.

Chi sei? Cosa fai? Dove vai?

Ciao! Sono cresciuta in un paesino vicino al mare, in provincia di Taranto, ma da 12 anni vivo sotto un cielo con qualche nuvola in più, a Londra. Qui lavoro come illustratrice e designer freelance. I miei progetti variano da cliente a cliente ed è questo che amo di più del mio lavoro: non ci si annoia mai! Sono sempre stata appassionata di libri e dell'editoria, quindi cerco di orientarmi sempre di più in questa direzione. 

Lavoro soprattutto su copertine e sul typesetting di libri, sia narrativi sia non narrativi, spesso per autori che pubblicano tramite self-publishing. Mi piace l'idea di aiutare gli autori ad esprimere la propria voce. 

Quando non lavoro, mi piace esplorare la città e ballare swing. Sono una persona un po' nostalgica e amo molto il jazz, il ballo e lo stile dell'epoca.

Come hai iniziato la tua carriera da illustratrice? Che percorso hai seguito?

Fin da piccola ho iniziato a giocare con i colori ad olio e con i pennelli di mia madre. L'arte è un po' un vizio di famiglia! Dopo il liceo artistico mi sono trasferita a Bologna, dove ho scoperto il mondo dell'albo illustrato e ho conseguito una laurea in fumetto e illustrazione. 

Infine, a Londra ho proseguito con un master in design della comunicazione e dell'illustrazione. Dal 2014 ho quindi iniziato a lavorare come freelance su vari progetti, senza mai abbandonare la mia prima passione, i libri per bambini.

Come hai proceduto con la realizzazione delle illustrazioni per "Il signor Rana fa Qua Qua!"?

Quando ho letto la storia di Alice, ho subito amato il signor Rana per la trama ed il messaggio finale. Ho iniziato a schizzare varie ranocchie finché il signor Rana non si è manifestato sul mio foglio! Da lì si inizia con lo storyboard e, infine, si passa alle illustrazioni finali.


Com'è stato lavorare con i testi di Alice Cervia? 

Lavorare con Alice è stato un puro piacere. Anche se non ci conoscevamo molto, mi sono sentita subito a mio agio nell'illustrare la sua storia; il processo è stato molto naturale e ci siamo date feedback a vicenda su tutto, migliorando di volta in volta lo storyboard. Sono felice che Alice si sia fidata di me, affidandomi la sua storia e lasciandomi la completa libertà di creare il mio immaginario a partire dalle sue parole. 

Il rapporto autore-illustratore è molto importante e deve basarsi su questa fiducia; il risultato ne ripagherà sempre.

Un tratto caratteristico delle tue illustrazioni è l'ampio uso del colore, chiaro e luminoso. Vuoi parlarci di questo tuo marchio di fabbrica?

C'era una volta in cui disegnavo molto in bianco e nero, con china e pennino o con acquerelli molto tenui. Poi, a causa di un piccolo incidente, ho rotto tre dita della mia mano destra (quella con cui disegno) e, dopo un'operazione e mesi di fisioterapia, ho potuto ricominciare a riprendere a disegnare, ma la mano tremava e quel pennino e pennello mi bloccavano, così ho deciso di iniziare ad utilizzare il disegno digitale con ipad. È stato in quel momento che ho iniziato ad utilizzare colori vivaci e saturi, integrando sempre delle texture analogiche. 

Diciamo che ad oggi, ringrazio un pochino di aver avuto quel piccolo incidente che mi ha portato a scoprire il mio stile odierno che mi rispecchia appieno. Amo molto i colori accesi e saturi. Trovo che il mondo di oggi stia diventando troppo monocolore, proprio per questo è soprattutto importante che i bambini vedano e vivano un mondo a colori, bello e vivace.


Hai altri progetti in ballo? Raccontaci un po'.

Il bello di questo mestiere è che non si è mai senza un progetto in ballo! Anzi, ce ne sono sempre molti che convivono insieme.

Nei prossimi mesi ci sono sicuramente le presentazioni con laboratorio del Signor Rana e varie commissioni. Spero di poter iniziare a lavorare presto su altre due bellissime storie per bambini e trasformarle in albi che spero possano vedere la luce al più presto.


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