I luoghi della Londra vittoriana

Alla scoperta dell'ambientazione di "Il mistero di Virginia Hayley"

Durante l'epoca vittoriana (1837 - 1901) la città di Londra era, se non il centro del mondo, certamente il centro dell'Europa. Una metropoli dalla doppia anima, quintessenza dello spirito umano del XIX secolo. Tra i suoi quartieri, a seconda del caso e della collocazione geografica, si aggiravano borghesi e miserabili, inglesi e stranieri, giusti e malvagi.

Era la terra del domani, fatta di illuminazione a gas e progresso scientifico, patria di illustri personalità (artisti, romanzieri, poeti e uomini d'intelletto) e sovrani illuminati. Ma era anche l'oscuro riflesso di una decadenza morale senza eguali, dove spietati criminali, famigerati assassini e donne di malaffare sfruttavano impunemente i vizi della società da bene per trarre il loro tornaconto.

Un affresco caotico, vibrante e spiazzante, lieto e meno lieto, opaco e sfavillante: questa era Londra.

"Quando un uomo è stanco di Londra allora è stanco della vita, perché a Londra c'è tutto ciò che questa vita possa offrire." -Samuel Johnson (1709 - 1784)

Covent Garden

Situato nel distretto di Westminster, Covent Garden è uno dei quartieri più famosi di Londra.

Fondato nel 1540 come luogo di mercato, divenne col passare dei secoli una vera e propria attrazione, grazie all'edificazione di teatri, caffè e locali notturni (bettole poco raccomandabili, all'epoca).

Il suo declino si manifestò nel XVIII secolo, quando il boom urbano della città spostò l'interesse dei londinesi verso mete più "moderne".

Molte attività vennero chiuse o trasferite altrove, e Covent Garden sopravvisse unicamente come mercato ortofrutticolo, guadagnando l'infelice nomea di "Piazza di Venere", dove tutto era consentito, e ogni tipo di affare, lecito o meno, veniva trattato alla luce del sole.

La rinascita avvenne nella prima metà del XIX secolo. La "vecchia Covent Garden" fu spazzata via, abbattuta e ripulita. Al suo posto sorse la caratteristica struttura al coperto di stile neoclassico, simbolo, tra gli altri, della Londra vittoriana popolare che spesso viene proposta nei film in costume o nelle opere di genere.

Ne Il mistero di Virginia Hayley Covent Garden farà da sfondo a una delle tappe dei protagonisti, desiderosi di risposte e di nuovi alleati.

Temple Gardens - Louis H. Grimshaw
Temple Gardens - Louis H. Grimshaw

Spitalfields

"Le case basse, ammassate le une alle altre in strette e buie viuzze, danno a prima vista un'apparenza di abbandono. Non ci sono porte, o finestre, e in ogni stanza di questi tuguri, intere famiglie, genitori, bambini e vecchi nonni sciamano insieme.

La cruda indigenza di Spitalfields è forse la macchia più grande sulla reputazione della nostra città."

Parole forti quelle che il quotidiano londinese The Poor Man's Guardian riservò al quartiere di Spitalfields il 18 febbraio 1832.

Era questa, nel XIX secolo, l'area dell'East End più povera e disperata di Londra, sprofondata nel degrado a causa del declino dell'industria tessile.

Sul finire dell'Ottocento Spitalfields vantava il più alto tasso di criminalità, soprattutto omicidi e prostituzione, della città, e nel 1881 la stessa forza di polizia la denunciò come "area più pericolosa della metropoli".

La lentissima ripresa cominciò appena durante il XX secolo, e tutt'oggi rimane uno dei quartieri meno sviluppati di Londra.

Ne Il mistero di Virginia Hayley Spitalfields, e in particolare i quartieri limitrofi, sarà teatro di inquietanti indagini investigative.

West End

Il West End è una delle tre grandi aree principali che compongono Londra.

Durante il periodo vittoriano, come importanza, era considerato il vero cuore della città. Al suo interno figuravano gli storici palazzi governativi, le abitazioni più lussuose, i negozi più esclusivi e i locali più alla moda.

Era, in breve, la parte borghese (e aristocratica) della metropoli, pulita, ordinata ed elegante, patria di club per gentiluomini ed eventi mondani della società da bene.

Nella cultura di massa il West End si pone in diretta contrapposizione all'East End, dove il primo è simbolo di progresso e il secondo di arretratezza.

Ne Il mistero di Virginia Hayley il West End sarà spesso associato ad intrighi politici e importanti rivelazioni.

London by gaslight - Paul Martin
London by gaslight - Paul Martin

Theatre Royal Drury Lane

Noto all'epoca semplicemente come "Drury Lane", dal nome omonimo della strada su cui affacciava, era il teatro più vecchio della città di Londra, inaugurato nel 1663.

Per quasi due secoli rimase il più importate e prestigioso della capitale; poi, nella notte del 24 febbraio 1809, venne consumato da un grande incendio, talmente terribile che gli avvistamenti delle fiamme arrivarono fino al Westminster Bridge.

La ricostruzione ebbe luogo quasi immediatamente, ma subito cominciarono a spandersi voci sulla presenza di fantasmi all'interno dell'edificio, voci che si accrebbero sensibilmente quando nel 1848 fu rinvenuto uno scheletro murato in un passaggio di servizio.

Da allora, anche a causa di una gestione scellerata, e di considerevoli disastri finanziari, il Drury Lane attraversò un periodo di profonda miseria, relegato agli intrattenimenti più meschini.

Nuova linfa arrivò soltanto nel 1879 grazie alla direzione dell'eccentrico Augustus Harris. Egli, puntando su opere sensazionalistiche, consacrò definitivamente il teatro alla gloria e alla fama ingaggiando, tra gli altri, l'attore Dan Leno.

Era il 1889 e, per merito delle taglienti pantomime di Leno, il Drury Lane divenne una delle più straordinarie attrazioni dell'epoca vittoriana, richiamando pubblico appartenente ad ogni classe e ceto sociale.

Ne Il mistero di Virginia Hayley il Drury Lane ospiterà una truculenta resa dei conti, gettando forse i semi del dubbio.